Nemmeno il tempo di concludere il primo Consiglio comunale, che a Foligno il dibattito politico si fa subito acceso. Ad innescarlo nella coalizione di centrosinistra (o di quello che ne è rimasto) è stato negli scorsi giorni la lista civica Movimento per Foligno, che nonostante il mancato ingresso in consiglio comunale, ha rivendicato l’assenza di coerenza da parte di Mismetti che, secondo i patti pre-elettorali, avrebbe comunque dovuto garantirgli un assessorato. Sulla vicenda questa mattina è arrivata anche la risposta del primo cittadino che, attraverso le colonne del Giornale dell’Umbria, ha sottolineato l’impossibilità di concedere un assessorato ad un movimento che non è riuscito ad eleggere nemmeno un consigliere comunale. Ma all’interno della coalizione di maggioranza i fronti sembrano essere diversi ed uno è tutto interno al Partito Democratico. Non sono certo passate inosservate le dimissioni del presidente del circolo cittadino del Pd, Cesare Migliozzi. Qualcuno ha visto la decisione dell’oramai ex presidente come una critica a quelli che sono stati gli assessori scelti da Mismetti. A cercare di mettere una toppa a quanto sta avvenendo è Patrizia Epifani, segretaria del Pd folignate. “Ricordo a chi si diverte a insinuare strani malumori interni – sottolinea Epifani – che il Pd fa della democrazia il suo leitmotiv e le differenze sono il termometro della democrazia stessa: ogni decisione è stata presa dopo numerosi incontri con i consiglieri comunali eletti, con la segreteria del partito e con i coordinatori dei sette Circoli cittadini”. Patrizia Epifani interviene anche sulle posizioni assunte da “Movimento per Foligno” e da “La Sinistra”. “Posso comprendere il disappunto dei giovani del MpF, a cui riconosco un impegno serio e leale – evidenzia – ma chiedo loro di continuare la strada intrapresa poiché i risultati non si ottengono sempre immediatamente, né si possono abbandonare i contributi dati nel percorso programmatico”. Reputo, inoltre, di estrema importanza l’intervento di Christian Napolitano (ex assessore di Rifondazione comunista), che dimostra di saper assumere un ruolo di direzione politica all’interno della maggioranza, pur senza avere una rappresentanza istituzionale”.